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sostenuta dalla Comunità parrocchiale della nostra cooperativa; Kami
Cerchiamo persone disposte a diventare genitori, fratelli,amici dei ragazzi di Kami, con l'obiettivo di aiutarli a vivere ed a studiare nel loro paese, a crescere con dignità, per diventare uomini e
I ragazzi delle comunità campesine, dopo aver frequentato le elementari nel loro villaggio, vanno a Kami per le Medie e le Superiori. Date le grandi distanze si offre loro la possibilità di vivere in Kami durante le settimane di scuola, per ricevere anche un aiuto educativo e l'avviamento al lavoro, con un crescita equilibrata, umana, spirituale e sociale. Ecco l'Internato, comunità di vita, studio, lavoro, preghiera e svago, che ospita circa 80 ragazzi l'anno. Ma molti ragazzi restano ancora fuori dall'Internato ,poiche non vi sono risorse sufficienti per tutti. Affinchè la Parrocchia di Kami possa dire di si a tutti i ragazzi, vi chiediamo di sostenere il costo di un anno di internato per uno di loro. L'impegno personale che viene richiesto è il sostegno a distanza dell'internato per la durata di almeno un anno con il versamento di Euro 300. Puoi visitare il sito della missione o recarti in bottega se vuoi aderire al progetto.
Basti dire che almeno il 50% delle donne cinquantenni è analfabeta e che circa 2 milioni di donne non possiedono un documento di identità, in quanto la loro nascita non è mai stata denunciata all'anagrafe. Anello forte perchè la donna boliviana sa farsi carico dei propri compiti famigliari e sociali, riuscendo sovente, non solo a contenere i riflessi negativi, ma a trasformarti in altrettanti motivi di
BOLIVIA Kami: BOLIVIA El Alto: ESIGENZA COMUNI: (scrive una donna di Kami)
E' qui che viviamo con le nostre famiglie. Gli uomini estraggono stagno e tungsteno dalle viscere della montagna, lavorando duramente e contraendo in giovane età la silicosi, malattia che ruba i polmoni e la voglia di vivere. li loro guadagno è soggetto alle fiuttuazioni dei valore internazionale di questi minerali, e troppe volte non è sufficiente a coprire il fabbisogno alimentare della famiglia. Alcune di noi sono vedove e devono provvedere personalmente al mantenimento dei figli. Attualmente siamo circa duecento lavoratrici. Molte di noi filano a mano la lana di alpaca e lama separatamente, con I'ausillo di un piccolo fuso è poi ritortono insieme i due fili, ottenendo un filato caratterizzato dalla morbidezza dei vello di alpaca e dalla resistenza delle fibre di lama. Altre donne, con i ferri. realizzano manualmente maglioni, berretti, calze e altri capi. Altre ancora lavorando al telaio, creano, con lo stesso filato. I tessuti caratteristici dei nostro paese. Infine, alcune di noi, si occupano dei lavaggio e della sistemazione finale dei prodotti. Siamo molto orgogliose dei nostro lavoro, e siamo certe che chi acquisterà i nostri prodotti saprà apprezzare l'ottima qualità della lana e le caratteristiche della realizzazione a mano. |
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